“Cosa, perchè e come comunicarlo”: il corso di AIDO per formare giovani divulgatori del dono

“Cosa, perchè e come comunicarlo”: il corso di AIDO per formare giovani divulgatori del dono

Tre set formativi per il progetto di partnerariato tra AVIS e AIDO. Obiettivo: formare un gruppo di giovani perché diventino veicolatori dell’importanza del dono. 

Sono stati 9 i ragazzi che hanno partecipato al fine settimana nelle Valli del Natisone organizzato da AIDO Fvg e Avis. L’obiettivo è formare un gruppo di giovani sull’importanza del dono e come coinvolgere altri giovani affinché ci sia sempre maggiore consapevolezza. Il laboratorio formativo si è svolto sabato 1 aprile e domenica 2 a Tribil Superiore, verso il confine con la Slovenia, dopo San Pietro al Natisone.

Insieme ai ragazzi, tutti appartenenti ai licei Majorana, Filandiere e Grigoletti, sono stati presenti 1 medico,  2 formatori, 2 volontari, mentre la conclusione è stata affidata al direttore del Centro regionale Trapianti dott. Roberto Peressutti, Andrea Somenzi, che ha ricevuto un trapianto di reni, e a Marilaura Martin, Presidente regionale di AIDO.

Il programma si è aperto il sabato con due momenti formativi. Il primo dal titolo “Di cosa parliamo?” è stato curato dal Dott. Roberto Bigai e sono stati proposti diversi stimoli, dati, storie, per dare una serie di informazioni precise e specifiche e al contempo esplicitare l’insieme degli aspetti emotivi che ruotano attorno al tema, tanto per quanto concerne le famiglie dei donatori, quanto di chi è in attesa o ha ricevuto la donazione.

Il secondo è stato a gestito da Stefano Carbone e ha avuto come titolo “Perché farlo?”: sono state approfondite le tematiche che ruotano attorno al concetto di dono, le differenze con il regalo; il tema dei beni comuni, e della necessità di “cura” dell’importanza e necessità di rifondare il bene comune. E poi le dinamiche relative ai “giochi di relazione” e delle loro implicazioni rispetto al tema del dono del sangue e degli organi.

“Di seguito – spiega Marilaura Martin, presidente di AIDO Fvg – i ragazzi si sono divisi in gruppi con il compito di individuare “le sei cose più importanti” da dire quando si vuole parlare del tema del dono e dei trapianti. Ne è emerso un mix di informazioni precise, dati – per dirimere dubbi e paure – e aspetti valoriali; fra questi la gratuità, l’altruismo, la vita che rinasce, la libertà e il potere che ognuno ha nel fare la sua scelta, fino all’immortalità del donatore la cui morte trova senso nel dono”.

La domenica è stata dedicata, invece al tema della comunicazione: gli educatori Stefano Carbone e Davide Petrecca hanno chiesto ai\alle ragazzi\e di ragionare su quali possano essere le situazioni in cui poter comunicare; i contesti più citati sono stati in famiglia, a scuola sia nei momenti morti o in alcuni momenti d’accordo con i docenti, in situazioni formali come le assemblee di classe (mentre sono d’accordo sul fatto che l’assemblea di istituto non sia la situazione ideale). Citato anche lo spogliatoio prima o al termine dell’attività sportiva.

Nei lavori di gruppo i ragazzi hanno simulato delle situazioni reali e al termine hanno presentato il frutto dei loro lavori a MariLaura Martin, Presidente AIDO Regionale, il Dott. Peressutti direttore del Centro Regionale Trapianti e Andrea Somenzi, persona che ha avuto un trapianto di rene che gli ha salvato la vita.

Il finale di giornata dedicato al racconto del Dott. Peressutti, e alla emozionante testimonianza di Andrea Somenzi e della sua famiglia. Questo momento è stato probabilmente l’apice emotivo per i ragazzi: “Se è vero che per raccontare i trapianti di organi è necessario parlare di scienza ma anche di emozioni, – conclude la presidente di AIDO regionale – la sensazione è che con la presenza di Andrea e dei medici abbiamo fornito l’autorevolezza necessaria per fare in modo che questa esperienza rimarrà a lungo nei cuori dei partecipanti”.