RICORDANDO MONICA: IL RICORDO DI AIDOfvg

RICORDANDO MONICA: IL RICORDO DI AIDOfvg

In occasione della festa dell’oratorio di Azzano Decimo, per ricordare Monica Luccon, infermiera di rianimazione dell’ospedale di Pordenone e coordinatrice del Team Donazione, mancata lo scorso anno dopo una vita spesa per sensibilizzare le persone alla donazione,  AIDOfvg pubblica l’intervista che la presidente regionale Marilaura Martin le fece nel 2018. 

Pordenone, 10 Aprile 2018. Era da prima di Natale che non incontravo Monica per scambiarci come di consueto notizie e aggiornamenti sulle attività del Gruppo Scuola e del Team Donazione. Così, insieme a Cesarina Mion – recentissima new-entry dell’organizzazione – abbiamo pensato finalmente di trovarci per un sacrosanto caffè. E nello scambio di auguri per la Pasqua appena passata, ho pensato bene di trasformare questo incontro assolutamente informale in una sorta di breve intervista a Monica, supportata nella mia azione da Cesarina, storica segretaria (ora in pensione) del reparto rianimazione dell’ospedale di Pordenone. Qualche domanda, tra un sorriso e una riflessione, ma sempre con l’entusiasmo di chi sa che le cose possono davvero essere cambiate. In meglio.

D: Monica, che cos’è il Team Donazione?
R:
È una istituzione voluta dall’Azienda Ospedaliera per regolamentare e ottimizzare sia le attività di prelievo e trapianto in ambito ospedaliero sia l’azione di sensibilizzazione alla cultura del “Dono” nel territorio di competenza dell’Azienda, come peraltro previsto dal Piano Sanitario Nazionale e dal CRT (Centro Regionale Trapianti), così da poter operare in sintonia e dare maggior impulso a donazione e prelievo di organi in tutta la nostra regione.

D: Quando si è costituito il Team Donazione?-
R:
Ufficialmente il Team si formò con il dott. Roberto Bigai nell’anno 2003. Se pensiamo a oggi, in questa attività si sono susseguiti da allora circa una ventina fra medici e infermieri del reparto Rianimazione. In verità già qualche anno prima (più precisamente nel 1999) il dott. Loris D’Orlando, assieme al primario di Rianimazione di allora – dott. Willy Mercante – avevano già iniziato una proficua azione di sensibilizzazione alla donazione di cornee. L’Azienda Ospedaliera di Pordenone, in quel periodo, aveva messo in atto uno specifico progetto in tal senso.
Il dottor Mercante inizia al contempo, oltre alla sua attività ospedaliera finalizzata al “progetto-cornee”,  anche la collaborazione con l’associazione AIDO (principalmente interagendo con Daniela Mucignat e Fiorella Bernabei, oltre ad altri volontari) per cercare di valicare gli stretti e limitati spazi ospedalieri e affrontare l’argomento “donazione di organi” confrontandosi ed interagendo più direttamente e profondamente con la collettività.

D: E come avete iniziato l’azione educativa nelle scuole?
R:
Inizialmente, già con i “pionieri” dott. D’Orlando e dott. Mercante, non veniva fatta una particolare distinzione fra messaggio portato nelle scuole e nelle serate mediche. Ricordo che i dottori Mercante e D’Orlando – spesso anch’io mi univo a loro – partivano dall’Ospedale Civile muniti di proiettore e diapositive – l’occorrente di quei tempi per poter efficacemente “parlare” di cultura del Dono. Si andava nelle scuole o in qualche Comune, chiamati dalle associazioni a parlare soprattutto delle modalità in cui avvengono i trapianti di organo, o sul concetto di morte cerebrale e sul suo accertamento. Le diapositive che venivano utilizzate erano sempre le stesse, e le si sceglieva in base alle necessità della lezione.

D: Sembra davvero un racconto d’altri tempi… Un ricordo di quei periodi?
R:
A volte capitava che il contenitore delle diapositive durante il tragitto si rovesciasse… se la lezione era già stata fatta tutto si rimetteva in ordine al rientro in reparto (con la necessaria infinita pazienza per ristabilire l’ordine esatto delle diapositive) e spesso con l’aiuto anche di Cesarina. Ma il bello – col senno di poi: quando accadeva era una tragedia! – è che alcune volte è capitato il maldestro rovesciamento prima della lezione, e allora… panico! Quei subdoli piccoli quadrati di pellicola, per quanto si cercasse di riordinarli, recalcitravano… e capitava che alcune diapositive venissero proiettate in ordine inverso, talaltre rovesciate, e in quegli attimi non si sapeva mai esattamente che pesci pigliare! Non sono passati poi così tanti anni, ma dal punto di vista dei sussidi tecnologici alla divulgazione sembra un’eternità: ora usciamo con una chiavetta, al massimo con un PC o un tablet, e ci colleghiamo alla strumentazione che troviamo in loco con un cavo HDMI o addirittura senza-fili tramite wi-fi!

D: Attualmente come siete strutturati per le attività extra-ospedaliere?
R:
Con il tempo abbiamo calibrato i nostri interventi nelle scuole in base alle età scolastiche. Ad esempio, alla scuola primaria (le nostre care vecchie scuole elementari) l’approccio avviene tramite il racconto della storia di una coccinella, NELLA per l’appunto, storia sulla quale abbiamo anche realizzato un libro illustrato assieme ad AIDO. Nella scuola secondaria di primo grado (le mai dimenticate “medie inferiori”) viene sviluppata maggiormente in profondità la tematica del dono, mentre alle “superiori” si tratta l’argomento importantissimo della morte celebrale e della successiva possibilità di prelievo e trapianto in maniera approfondita, lasciando ampio spazio alle domande. Le serate mediche rivolte agli adulti sono invece solitamente a tematiche specifiche.

D: Quanti ragazzi incontrate ogni anno nelle scuole?
R:
Purtroppo ultimamente il Team si è ridotto come numero di componenti: ci sono sia meno medici sia meno infermieri, ma nonostante queste difficoltà anche in questo anno scolastico si sono raggiunti oltre 2400 studenti nella provincia di Pordenone. Devo dire che sono già trascorsi quasi 20 anni da quando abbiamo iniziato questa attività, e mi capita spesso di incontrare delle persone adulte che si ricordano di quando siamo andati nelle loro classi. Oltre a darmi una speciale emozione, ciò mi convince sempre più dell’importanza di un’azione di sensibilizzazione dedicata agli studenti e realizzata nelle scuole, ovvero nei luoghi deputati alla trasmissione della conoscenza.

Grazie Monica, grazie a te e a tutto il Team per l’impegno e la passione che avete messo e che sempre mettete nel vostro lavoro Speriamo di ritrovarci presto ad organizzare con Cesarina e AIDO ancora nuove mattinate nelle scuole.

di Marilaura Martin, Presidente Regionale AIDOfvg


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