RICORDANDO MONICA: SI ACCENDONO LE LUCI DI AIDOfvg AD AZZANO

RICORDANDO MONICA: SI ACCENDONO LE LUCI DI AIDOfvg AD AZZANO

La chiesa di Azzano Decimo si illumina in occasione della festa dell’oratorio di sabato 23 aprile in collaborazione con AIDOfvg in memoria di Monica Luccon, infermiera di rianimazione dell’ospedale di Pordenone e coordinatrice del Team Donazione, mancata lo scorso anno dopo una vita spesa per sensibilizzare le persone alla donazione.
AIDOfvg la celebra pubblicando un ricordo del dottor Roberto Bigai
  

Mercoledì 3 febbraio, di buon mattino e in punta di piedi, ci ha lasciato Monica Luccon infermiera coordinatrice del Team Donazione dell’Ospedale di Pordenone che per molti anni è stata l’anima del gruppo che si occupa di donazione d’organi e tessuti. Un vulcano di idee e di azioni concrete, soprattutto nella divulgazione del messaggio di dono nelle scuole e alla popolazione insieme ai volontari dell’AIDO.

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Sempre disponibile, per anni ha accompagnato le famiglie dei pazienti nell’ultimo viaggio della vita del loro caro con grande discrezione e partecipazione; ha pianto insieme a loro e ha lottato per un mondo migliore in sanità più attento alla dignità della morte. Insieme abbiamo informato i famigliari della possibilità di donare gli organi del loro congiunto in morte cerebrale; ho perso il conto delle telefonate che ha fatto a casa per la donazione di cornee.

La sua malattia è iniziata 14 anni fa: pensavo che avrebbe mollato pensando alla famiglia e, invece, la sua vita non è per nulla cambiata, anzi si è prodigata ancora di più. Presente in parrocchia come catechista e ovunque ci fosse bisogno, dalle sue mani uscivano opere d’arte con qualsiasi materiale. La ricordo arrivare il lunedì dopo il carnevale, distrutta per aver ballato e cantato dietro ai carri allegorici, parlarmi del suo oncologo di sfiducia, delle fatiche della chemioterapia e chiudere l’argomento sempre con una bella risata e un “Avanti Sempre”.

La cosa che più mi ha sorpreso, però, è la confidenza che si è presa con Sorella Morte. Ha pianificato tutto, si è preparata. Non aveva paura di morire. Il suo cruccio era lasciare le sue bambine divenute nel tempo ragazze con le spalle grandi. L’ultima sera ha parlato con tutti e ha lasciato una testimonianza di coraggio e lealtà alla vita che mi lascia senza parole. Sono orgoglioso di averti conosciuto, Monica. Mi mancheranno i tuoi messaggi che iniziavano con “Capo…”, e mi resterà ancora di più il tuo sorriso e la tua testimonianza di come la vita vada vissuta e di come si debba morire. Un abbraccio a Greta e Martina e “Avanti Sempre” anche a loro.

di Roberto Bigai

Scarica la locandina della festa per Monica

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