non voglio nascondervi l’emozione e la gioia di festeggiare con voi questo nostro importante traguardo: il 𝟱𝟬𝗲𝘀𝗶𝗺𝗼 𝗮𝗻𝗻𝗶𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗔𝗶𝗱𝗼. Un compleanno che forse nemmeno il fondatore 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼 𝗕𝗿𝘂𝗺𝗮𝘁 credeva di poter raggiungere date le grosse difficoltà iniziali: “Dovevamo – scriveva – vincere problemi di ordine morale e psicologico quali la sacralità della salma, l’intangibilità del defunto e il rispetto della pietas dei parenti” e arginare “il timore che il prelievo venisse praticato in stato di morte apparente”, nonché “il sospetto di commercio per arricchire gli operatori sanitari”. 𝗨𝗻 𝗱𝗲𝗰𝗲𝗻𝗻𝗶𝗼, 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗦𝗲𝘁𝘁𝗮𝗻𝘁𝗮, 𝗶𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗶𝗻𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝘁𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗲𝗿𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗮𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗹𝗯𝗼𝗿𝗶 𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗼𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗿𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗶𝗻𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲.
La presidente Flavia Petrin: “Orgliosi di questi primi 50 anni, il nostro impegno continua”
Il contributo dalla Presidente Aido Nazionale Flavia Petrin in occasione dei 50 anni dell’associazione per la donazione degli organi. “1973-2023: 50 anni di sì alla vita”.
Carissimi soci, volontari, amiche e amici di Aido,
In questi 50 anni lo scenario nel nostro paese è fortunatamente cambiato in maniera radicale ed 𝗲̀ 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝘀𝗲𝗻𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗻𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗿𝗼𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗼𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, un risultato ottenuto grazie all’impegno e alla serietà che hanno sempre contraddistinto il lavoro dell’associazione, ai progressi in campo medico e al 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗧𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶, autorità competente per le attività di donazione e trapianto di organi, tessuti e cellule. Il 𝗿𝗲𝗽𝗼𝗿𝘁 𝗱𝗲𝗹 𝟮𝟬𝟮𝟮 del CNT indica, a questo proposito, che quanto fatto finora ha dato i suoi frutti con 𝘂𝗻 +𝟯,𝟳% 𝗱𝗶 𝗱𝗼𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝘂𝗻 + 𝟮,𝟱% 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗲𝗳𝗳𝗲𝘁𝘁𝘂𝗮𝘁𝗶 e numeri che in alcuni casi superano i livelli pre-pandemia. Dati che ci rincuorano, ma che certamente non sono sufficienti a coprire l’intera richiesta: 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗮𝗶𝗮 𝗶 𝗽𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗮𝘁𝘁𝗲𝘀𝗮 di ricevere la fatidica telefonata, 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝘂𝗶 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗱𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗹’𝘂𝗻𝗶𝗰𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮.
𝗟’𝗲𝗾𝘂𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲̀ 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲: 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗰𝗶 𝘁𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮𝗻𝘁𝗶. Per questo Aido si impegna ogni giorno affinché ciascuno possa 𝗲𝘀𝗽𝗿𝗶𝗺𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗶𝗻 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗮𝗽𝗲𝘃𝗼𝗹𝗲 𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝘁𝗮, 𝗶𝗻 𝘃𝗶𝘁𝗮, e non attraverso il silenzio assenso. Il rischio, infatti, è che la scelta ricada sui familiari, già provati dalla perdita di una persona cara e “costretti” a pronunciarsi al posto suo. Con questo obiettivo in mente abbiamo deciso di percorrere nuove strade come 𝗗𝗶𝗴𝗶𝘁𝗮𝗹𝗔𝗜𝗗𝗢, 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗱 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗲𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗮 𝗮𝗱𝗲𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲 𝗰𝗹𝗶𝗰𝗸 𝗱𝗮𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗽𝗰 𝗼 𝘀𝗺𝗮𝗿𝘁𝗽𝗵𝗼𝗻𝗲, 𝟯𝟲𝟱 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗶 𝗮𝗹𝗹’𝗮𝗻𝗻𝗼, 𝟮𝟰 𝗼𝗿𝗲 𝘀𝘂 𝟮𝟰. Pochi passaggi che possono fare realmente la differenza e che si aggiungono alle modalità già esistenti, dallo scritto di proprio pugno, all’adesione nella lista della propria Ulss di riferimento, fino al “Sì” espresso all’atto del rinnovo della propria carta d’identità presso gli uffici del comune di residenza.
Molto resta da fare, ovviamente, specie sul tema delle 𝗼𝗽𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 che si riducono laddove il sistema sanitario e la rete di associazioni di volontariato collaborano attivamente e in sinergia. 𝗜𝗹 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗺𝗮𝗶 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲: chi sceglie di dire “No” lo fa per i più svariati motivi, dalla paura di affrontare il tema del fine vita alla poca conoscenza dell’argomento. Aido, grazie alle sue 𝟮𝟬 𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶, 𝟵𝟬 𝘀𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶 𝗲 𝟴𝟯𝟮 𝗴𝗿𝘂𝗽𝗽𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗶, lavora proprio sul fronte dell’informazione sensibilizzando i cittadini sulla 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗼𝗻𝗼. Un impegno enorme da parte di uomini e donne di buona volontà che ha contribuito a far raggiungere ad Aido la quota di 𝘂𝗻 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝟰𝟬𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗰𝗶 al 31 dicembre 2022.
𝗠𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗶 𝘀𝗽𝗶𝗻𝗴𝗲 𝗮 𝗱𝗼𝗻𝗮𝗿𝗲? 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘀𝗰𝗲𝗹𝘁𝗮? Ognuno di noi ha le proprie personali motivazioni ma una, credo, ci accomuna tutti: sapere che 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗼𝗳𝗳𝗲𝗿𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗿𝗶𝗴𝘂𝗮𝗱𝗮𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗽𝗮𝘇𝗶𝗼 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮, guardare e andare oltre i propri bisogni individuali con la consapevolezza che ciascuno di noi potrebbe trovarsi, un giorno, nel momento del bisogno.
𝗜𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗿𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 va dunque a tutti coloro che, a vario titolo, si sono succeduti ai vertici dell’associazione, ai membri della Giunta e del Consiglio direttivo nazionale, ai presidenti regionali e provinciali e le varie sezioni locali. 𝗨𝗻 𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶, 𝗶 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶 𝗲 𝗮 𝗰𝗵𝗶, 𝗶𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗺𝗲𝘇𝘇𝗼 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗲𝗹𝗲𝗯𝗿𝗶𝗮𝗺𝗼, 𝗵𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗮 𝗱𝗶𝗳𝗳𝗼𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗼𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮.
𝗢𝗿𝗴𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼𝘀𝗶 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶 𝟱𝟬 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮.
𝘍𝘭𝘢𝘷𝘪𝘢 𝘗𝘦𝘵𝘳𝘪𝘯, 𝘗𝘳𝘦𝘴𝘪𝘥𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘈𝘪𝘥𝘰 𝘕𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘢𝘭𝘦




